Archivi categoria: Thriller

5 bambole per la luna d’agosto – bambole e macellai

La cella frigorifera, le panoramiche lente ed esitanti che lasciano sfilare ad uno ad uno corpi morti ed avvolti in sacchi di plastica. La musica immancabile che si compiace degli occhi sgranati e delle espressioni grottesche dei cadaveri. Un luogo in cui si ritorna perché è il film che, per acquistare un senso, attende di ritornarci; un luogo metafisico, un desiderio estrapolato. Il cinema che cattura il distillato del desiderio. Un cinema speciale e senza confini, quello di Mario Bava, a metà tra il delirio incomprensibile e la razionale genialità. In 5 bambole per la luna d’agosto (1970),  il thriller trascende nell’ horror mentre il dramma (borghese) si perde nella soap opera, le cui atmosfere infestano dolcemente la storia, come per uno spettro di cui non si può accertare l’esistenza.300_00

Come in altri film di Mario Bava, anche qui il concetto di genere è inappropriato perché la poliedricità dell’autore fa in modo che tutto si riveli il contrario di tutto, ma senza che per questo vi siano incomprensioni. Continua la lettura di 5 bambole per la luna d’agosto – bambole e macellai

Red Dragon – I demoni della carne

Red Dragon, film diretto da Brett Ratner nel 2002 è il primo capitolo della saga dedicata al personaggio di Hannibal Lecter. Ispirato al romanzo di Thomas Harris, il delitto della terza luna, la pellicola è un remake di Manhunter – frammenti di un omicidio di Michael Mann, unico film della saga scollegato dai successivi capitoli.red_dragon poster Il film è un prequel e sviluppa le vicende che porteranno poi all’inizio di Il silenzio degli innocenti. Il protagonista è l’agente FBI Will Graham che, diversi anni dopo aver permesso la cattura di Hannibal Lecter, torna sulle tracce di un nuovo serial-killer, Francis Dolarhyde, soprannominato “il lupo mannaro”. Continua la lettura di Red Dragon – I demoni della carne

Stocker: illusioni del linguaggio cinematografico

Stoker è il primo film “europeo” del regista sud-coreano Park Chan-Wook e dunque la sua prima realizzazione fuori dalle mura nazionali. La pellicola è basata sulla sceneggiatura di Wentworth Miller, il Michael Scofield di Prison Break, e si ispira (a detta dello stesso sceneggiatore) sia al Dracula di Bram Stoker, sia a L’ombra del dubbio di Hitchcock. In effetti il film, sebbene sia un thriller psicologico, presenta comunque un atmosfera horror, quasi sovrannaturale, tanto che in determinati momenti si arriva a pensare che i vampiri centrino veramente qualcosa. A prescindere da queste sensazioni “spettrali” Stoker è una prova interessante per la sua natura di film  “a  metà”, condannato a dividersi tra politiche diverse per genere e stile.Stoker-883017492-large

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L’uomo senza sonno – Enigma del rimorso

L’uomo senza sonno, conosciuto all’estero con il titolo “The Machinist”, è un film diretto dal giovane regista statunitense Brad Anderson nel 2004. La pellicola può essere classificata come thriller psicologico o uno psico-dramma a tinte cupe, esagerando, quasi horror. Mattatore assoluto dello schermo è l’attore Christian Bale, che nei panni del protagonista, “l’operaio-macchinista” Trevor Reznik, anima una storia inquietante quanto follemente accattivante, fatta di misteri, paure, allucinazioni, vecchie colpe ed inevitabili espiazioni.airport-coffee-the-machinist

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M – Il cinema di Fritz Lang incontra la mente del Mostro

M, conosciuto in Italia sotto la forma estesa ed erronea di M – il mostro di Dusseldorf, è un film di Fritz Lang del 1931. La pellicola oltre a essere il primo film sonoro del regista tedesco, è anche un importante documento cinematografico in relazione al contesto politico e sociale della Germania sotto la Repubblica di Weimar e che da lì a poco avrebbe vissuto l’ascesa del nazismo.m-il-mostro-di-dusseldorf

Il carattere storico del film è ulteriormente evidenziato dal fatto che M si ispira alle vicende realmente accadute relative agli omicidi di Peter Kürten, assassino di bambini che terrorizzo la città di Dusseldorf nel nel 1925. Continua la lettura di M – Il cinema di Fritz Lang incontra la mente del Mostro

Hukkle: i rituali del cyberspazio

“Il simulacro confonde l’oggetto rappresentato:nonostante il vedere sia intimamente teso al mostrare, la stessa condizione del vedere tradisce qualcosa quanto più si avvicina all’osservato. “[Francis AfferganEsotismo e Alterità]”
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Hukkle è un film del 2002 dell’ungherese Gyorji Palfi (Taxidermia, 2006; Final cut, 2012): le teorie di Affergan sono illuminanti in questo senso, non perchè il film sia la messa in scena di una “visione che fallisce”, quanto perchè sembra che Hukkle abbia interiorizzato all’interno della narrazione uno spettatore che “non sa cosa osservare” (il mistery, in effetti, fa pensare immediatamente a film come Blow Up o a I misteri del giardino di Compton House, ma la tecnica utilizzata assomiglia alle sperimentazioni di Von Trier o di Vinterbergh). Continua la lettura di Hukkle: i rituali del cyberspazio