L’uomo senza sonno – Enigma del rimorso

L’uomo senza sonno, conosciuto all’estero con il titolo “The Machinist”, è un film diretto dal giovane regista statunitense Brad Anderson nel 2004. La pellicola può essere classificata come thriller psicologico o uno psico-dramma a tinte cupe, esagerando, quasi horror. Mattatore assoluto dello schermo è l’attore Christian Bale, che nei panni del protagonista, “l’operaio-macchinista” Trevor Reznik, anima una storia inquietante quanto follemente accattivante, fatta di misteri, paure, allucinazioni, vecchie colpe ed inevitabili espiazioni.airport-coffee-the-machinist

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Youth Lagoon – The Year Of Hibernation / Wondrous Bughouse

Trevor Powers, nato californiano, cresciuto nell’ Idaho, è il nome che si nasconde dietro lo pseudonimo di Youth Lagoon: un compositore polistrumentista in attività dal 2010.
Quella di Youth Lagoon è una musica (prima di ogni altra, superflua, etichetta) introspettiva.

The Year Of Hibernation (Fat Possum, 2011) è un coro di voci rarefatte ed eteree, una sofferenza contenuta in quattro mura, tenuta a bada da un sogno sbiadito tendente alla Wille zur Macht che si rispecchia in tracce come Afternoon e Montana, fatte di crescendo e ritmiche incalzanti, memori di echi sicuramente post-rock.
L’ intero album-debutto del giovanissimo compositore è un urlo a denti stretti, carico di rabbia ed aspettativa, un continuo contrastarsi tra gioia e dolore all’interno degli stessi brani: melodiche, rilassanti, nenie incontrano spensierate ritmiche pop in un abbraccio che si fonde in bellissimi riff dai toni prettamente lo-fi.
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The Host: Stephenie Meyer ritorna al cinema

I romanzi della scrittrice Stephenie Meyer continuano ad attraccare al cinema. Dopo la sfiancante saga fantasy di Twilight, che vanta lo sforzo di ben 5 film, questa volta tocca a The Host, film tratto dall’omonimo romanzo fantascientifico. In apparenza la sostanza non cambia e gli ingredienti sembrerebbero gli stessi: un amore impossibile, valanghe di sentimentalismo ed intrecci tra creature singolari. Tuttavia la verità per quanto concerne The Host è differente e la gravosa eredità della saga di Twilight, si manifesta come poco più che spettro maliziosamente risonante.url-1 Continua la lettura di The Host: Stephenie Meyer ritorna al cinema

Yo la tengo – Fade

Dopo il poco soddisfacente “Popular songs”, gli Yo la tengo rilasciano un nuovo disco, “Fade” con una copertina raffigurante i membri ai piedi di un albero dalle dimensioni gigantesche, che sembra quasi “nasconderli” e ridurli ad un piccolo e trascurabile dettaglio. Ora, immaginate la musica degli Yo la tengo come un equazione che negli anni è stata piu volte modificata, è stato cambiato qualche numero, qualche segno, ma alla fine il risultato non è mai cambiato più di tanto, nel senso che pur essendosi evoluti dignitosamente sono rimasti gli stessi del loro primo album “Ride the tiger” (anche se paradossalmente hanno operato delle variazioni in tema di genere).

Yo La Tengo - Fade

 

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