The Amazing Spiderman: Eroi della cultura popolare

Che sia “spettacolare” o “fantastico”, alla fine si ottiene il medesimo risultato. Spiderman, anche in questa nuova saga reboot, coinvolge e soddisfa. In prima fila ci sono sicuramente gli amanti del fumetto che considerano il secondo capitolo più interessante del primo, un po’ ripetitivo e banale, subito dopo vengono i cinefili, ma  non tutti ovviamente. Quelli che hanno visto il film sono sollevati dal non aver dovuto presenziare alla parata  di effetti speciali a cui piano piano ci si sta rassegnando (vedi Iron Man e The Avengers), per la delizia dei nostri occhi (o palato, fate voi). Sia ben chiaro, l’impegno verso la spettacolarità c’è ed è ovviamente una componente fondamentale, ma non è l’unica. Andiamo con ordine. The-Amazing-Spider-Man-21

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5 bambole per la luna d’agosto – bambole e macellai

La cella frigorifera, le panoramiche lente ed esitanti che lasciano sfilare ad uno ad uno corpi morti ed avvolti in sacchi di plastica. La musica immancabile che si compiace degli occhi sgranati e delle espressioni grottesche dei cadaveri. Un luogo in cui si ritorna perché è il film che, per acquistare un senso, attende di ritornarci; un luogo metafisico, un desiderio estrapolato. Il cinema che cattura il distillato del desiderio. Un cinema speciale e senza confini, quello di Mario Bava, a metà tra il delirio incomprensibile e la razionale genialità. In 5 bambole per la luna d’agosto (1970),  il thriller trascende nell’ horror mentre il dramma (borghese) si perde nella soap opera, le cui atmosfere infestano dolcemente la storia, come per uno spettro di cui non si può accertare l’esistenza.300_00

Come in altri film di Mario Bava, anche qui il concetto di genere è inappropriato perché la poliedricità dell’autore fa in modo che tutto si riveli il contrario di tutto, ma senza che per questo vi siano incomprensioni. Continua la lettura di 5 bambole per la luna d’agosto – bambole e macellai